PON-FESR

 

IL GIORNO DELLA MEMORIA   2021 - Classe IIA - Prof.ssa Loredana Longo

     
  GIORNO DELLA MEMORIA   2021  
         
     CLASSE 2A    
         
     “SIATE FARFALLE CHE VOLANO SOPRA I FILI SPINATI…..”  
       (Sen. Liliana SEGRE)  
         
       a.s. 2020/2021  
         

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Cara Giovanna

E’ da tanto che non ci sentiamo, ho saputo quello che ti è successo ed è orribile. Io non so cosa si prova a stare lì dentro, per questo ti ho scritto questa lettera per farti alcune domande (sempre se ti andrà di rispondere).

Come prima domanda ti volevo chiedere: come ti trattavano lì dentro? Non immagino l’ orrore di come vi trattavano!

Come seconda domanda ti volevo chiedere: cosa vi davano da mangiare? E come terza ed ultima domanda ti volevo chiedere: c’erano molte persone nei campi di concentramento? Sai tutto il mondo in questo momento sta passando un periodo bruttissimo che ovviamente non mi permetterei mai di paragonare con il vostro periodo.

Ora tutti noi siamo con le mascherine a causa del COVID-19 che è un virus terribile e sono morte un sacco di persone….Addirittura hanno diviso tutta Italia in tre zone: gialla, arancione e rossa.

Ora qui in Puglia siamo zona arancione e non si può nemmeno uscire dal proprio comune!

Spero in una tua risposta.

Un affettuoso abbraccio.

Da Lavinia

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Cara Susy,

 

come stai? Mi piacerebbe poterti avere qui con me ,ma siamo costrette a comunicare attraverso queste lettere. più dettagliate da una persona che l’ha vissuto sulla propria pelle, spero tu mi possa aiutare. Che numero ti hanno associato? I campi erano molto grandi presumo vero? Hai trovato qualcuno con cui parlare? Dormivi insieme a qualcuno della tua famiglia? Avevi notizie dei tuoi familiari, li riuscivi a vedere?

Anche noi in Italia, ma in tutto il mondo, stiamo vivendo un periodo brutto, di certo non paragonabile a quello che hai vissuto tu, ovviamente. Quasi tutto il mondo adesso è perseguitato da un virus,di cui nonostante sia presente da quasi un anno, sappiamo solo il : la Cina e il nome: covid-19. Ciao Susy, ti voglio bene.

Tua Vittoria

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Cara Alice,

stavo pensando alla situazione che c’è in questo momento, con il covid-19, l’assalto al congresso, un 2021 iniziato con una pandemia in corso, la morte di tante, forse troppe celebrità, e tanti altri fattori. Ed in merito a questo pensavo e ripensavo “ma può esserci stato periodo peggiore?”. Il tempo passava e si avvicinava sempre di più il giorno in cui avrei trovato la risposta alla domanda che mi ero posto tanti mesi prima: il 27 gennaio.

È un giorno molto particolare specialmente per te e, inutile dirlo, particolare in senso negativo, è un giorno che ha troppi significati, perché, come tu ben sai, nel 1945, in questo giorno, il mondo, compresa te, mia cara, conobbe Auschwitz. Solo la parola fa venire la pelle d’oca perfino a me, che nacqui 63 anni dopo quel fatidico 27 gennaio.

Io spero vivamente che quello che è successo non accada mai più, io in primis, non riuscirò mai a comprendere il tuo dolore, nel vedere quelle persone lavorare fino a morire stremate dal freddo, dalla fame e, la cosa che più mi rattrista, è che tra 6 milioni di voi ebrei innocenti sterminati, se ne siano salvate poco più di qualche MIGLIAIO, e che in questo istante, che ti sto scrivendo, ne sono rimasti solo 25-30.

Ma, secondo me, sono quanti ne servono per avere una testimonianza vivente che il periodo che va dal 1938 al 1945 è stato il peggiore di tutti, spero di esserti stato vicino per come potevo, e spero vivamente che ciò che è accaduto non succeda mai più.

CON AFFETTO

GUIDO

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Caro Davide

Solo oggi, 17 gennaio 221, grazie alla giornata della memoria ho saputo ciò che ti è successo nel 1938 quando avevi la mia stessa età. Un mattino sei andato a scuola ma non c’era più posto per te .

A causa delle leggi razziali eri stato espulso,in quanto di origine Ebraica. Queste leggi recitavano che: le persone di origine Ebraica non potevano lavorare o essere istruiti, non avevano più diritti. Il tuo banco rimase vuoto. Io non so quale sia stato il tuo destino,se sei stato deportato o se sei rimasto con la tua famiglia. Se hai vissuto nei campi di concentramento e hai subito tutto quell’orrore ,oppure, come io spero tu sia riuscito a salvarti e a tornare a casa insieme ai tuoi.

Spero tu sia ancora oggi una di quelle persone ultra-novantenni che,con la loro testimonianza ci ricordano quel brutto periodo.

Io invece,mi chiamo Filippo e vivo nel 2021. Le leggi razziali sono state abolite da tantissimi anni, anche se la discriminazione serpeggia ancora nell’animo umano, nei confronti di persone di altre etnie.

Vivo nel benessere e nell’era della tecnologia però, questo periodo è funestato da un incredibile Pandemia che ha causato milioni di morti nel mondo. Questa malattia non ha solo portato via molte persone ma ci ha anche allontanato dai nostri cari. Tutto ciò si può paragonare a una 3° guerra mondiale: non ci sono campi di concentramento, ma ospedali Covid, dove la gente muore .

Caro Davide ti ho fatto un quadro della mia era, imparagonabile alla tua, ma allo stesso tempo molto dolorosa.

Ti saluto con affetto.

Tuo Filippo

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Ciao Gianpaolo,

so che tu hai vissuto un momento bruttissimo nella storia mondiale, la persecuzione degli ebrei.

Oggi ti volevo fare un po’ di domande, perché voglio capire cosa succedeva veramente in quel periodo, quindi vorrei sapere se è vero che non eravate chiamati con il vostro nome, ma eravate solo un numero.

Io so che voi eravate registrati con numero, cioè vi tatuavano sulla vostra giacchetta e sul braccio un numero, e vi chiamavano con quello. Poi lì faceva freddo, e vi facevano stare con una giacchetta!! Altra domanda: Hai mai visto un tuo amico venire ucciso dalle guardie? Io so che le persone venivano bruciate o sparate o messe nelle camere a gas, ma era veramente così?

Sono curioso di sapere un'altra cosa: ma quando vi portavano ai campi di concentramento, in che modo vi portavano?

Ma ora vorrei parlarti del mio momento buio, creato da… un virus! Immaginati un ragazzo di 12 anni, anche un po’ altino, che alla sua età deve uscire con gli amici, giocare… e non lo può fare per colpa di uno stupido virus! Non voglio paragonare il virus al nazismo, perché il virus non si vede, ma si può sconfiggere, i nazisti si potevano vedere, ma erano difficilissimi da sconfiggere.

Con questa riflessione, ti saluto

Ciao, Gianpaolo

Da Piero

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Ciao Marie,

Come stai? E la tua famiglia? Sono molto preoccupata per voi. Sai… In questo periodo… Ti prego di stare attenta. Se di deportano in quel campo ti uccideranno nelle maniere più cruente. Non importa l’età. Possono anche farti diventare schiava e fare dei lavori umili per loro (non che sia meglio).

Qui da me è in circolo un virus davvero pericoloso. Si chiama Covid-19. Ci sono soggetti che non hanno molti sintomi, quelli che sono in pericolo di vita e gli asintomatici ovvero le persone senza sintomi. Dobbiamo mantenere le distanze e indossare le mascherine.

Ancora una volta, ti chiedo di stare attenta.

Da Amber.

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Come va? Come ti senti? oggi è il giorno della memoria e volevo chiederti se mi puoi raccontare cosa è successo nei campi di concentramenti io in tv ho visto che sono successe cose terribili che non sei stati trattati come esseri umani. Come ti sentito quando ti hanno liberato?

Noi adesso stiamo attraversando un brutto periodo siamo nel bel mezzo di una pandemia mondiale per colpa del Coronavirus (covid-19)

Da Marzo 2020 siamo in lockdown,siamo stati chiusi in casa.

Le scuole sono state chiuse, quindi i professori hanno organizzato la didattica da casa a me non è piaciuto per niente è molto meglio andare a scuola e stare con professori e compagni Un'altra cosa brutta è stata non poter riuscire ad andare a trovare parenti e amici e fare festa con loro.

Molto spesso si sono sentite ambulanze Io ho avuto molta paura di essere contagiato insieme ai miei familiari.

E’ stato terribile sentire tutti i giorni di persone malate gravi e deceduti per covid.

Adesso finalmente hanno inventato il vaccino e spero che ci faccia tornare alla vita quanto prima alla vita dell’anno scorso e abbracciare tutti quanti senza paura.

Marco Rollo

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Ciao Sami

Vorrei che tu mi raccontassi cosa hai provato ben settantacinque anni fa, ad Auschwitz, in quella fabbrica di morte. Vorrei chiederti come è stato vivere lontano dalla tua famiglia, dai tuoi amici, quello che hai pensato quando vedevi i tuoi compagni che venivano portati via per non fare più ritorno.

Come sarà stata dura essere chiamato con un numero e non nome. Quali sono stati i tuoi pensieri mentre viaggiavi con tuo tuo padre e tua sorella, su cui c'erano, non solo ebrei,ma anche oppositori politici, zingari, omosessuali e invalidi. Per te che eri solo un bambino come è stato capire che non c'era più via d’uscita. Mi racconti quel giorno in cui, dopo mese di lavori forzati, di rincontrare tua sorella e rivederla rasata e scheletrita con addosso un pigiama a righe. E quando hai voluto regalargli la tua fetta di pane lanciandola avvolta in un fazzoletto, e lei dopo averlo aperto te lo restituì. Il tuo stupore scoprire che oltre alla tua c’era anche la sua fetta. Sarà stato difficile per te uscire da sopravvissuto e scoprire che tuo padre e tua sorella facevano parte delle quindici milioni di vittime della Shoah.

Io sono molto triste di ciò che noi uomini siamo riusciti a creare.

Un abbraccio, il tuo amico Michele

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Caro Simone,

è da tanto tempo che sto sentendo parlare dello sterminio contro gli ebrei e vorrei che me lo raccontassi meglio.

Sembrava ieri quando in quarta elementare mi sono visto un film che parlava di tutto ciò, nello specifico “La vita è bella” di Benigni. Guardando quel film mi sono spaventato talmente tanto che sembrava viverlo in prima persona. Mi sono rimaste indelebili tutte le torture che subivate e ho capito che “torture” non è il vocabolo esatto per descrivere tutto ciò che avete vissuto.

Il fatto di essere ebrei non vuol dire mica che bisognava essere discriminati e perseguitati, quindi non esiste neanche un motivo che giustifichi tutta questa crudeltà.

Inoltre ho sentito raccontare dalla senatrice a vita Liliana Segre che lei salutò suo padre quando arrivò nel campo di concentramento e non lo rivide più… È evidente quindi che le persone venivano divise per sesso e per età. Mi racconti, per favore, cosa succedeva? Lo so che questa domanda ti farà provare dolore, ma vorrei sapere che cosa si provava nel vedere morire tutte quelle persone.

Anche noi stiamo vivendo un periodo ancora oggi inimmaginabile, ovvero quello del Covid-19.

Questo maledetto essere invisibile ci ha impedito di fare tutto. Oggi è da quasi un anno che l’Italia sta subendo tutto ciò. Non potersi più incontrare è veramente brutto. A me sarebbe piaciuto incontrare degli amici, uscire e mangiarci una pizza il sabato sera. Attualmente a scuola sto andando in presenza, ma è comunque molto brutto stare 6 ore con la mascherina, con i banchi distanziati e non potersi assembrare.

Se dovessi paragonare questo brutto periodo ad una cosa la paragonerei ad un orologio fermo… Fermo a quando ci si poteva incontrare e quando ci si poteva assembrare e abbracciare con leggerezza senza nessun pensiero. Ma per fortuna il tempo scorre, hanno inventato il vaccino e tra poco ritornerà tutto alla normalità.

Aspetto la tua risposta.

Saluti,

Lorenzo

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Cara Ruth,

ti scrivo per avere tue notizie perché ho saputo di quello che sta succedendo nel tuo paese; come per esempio che ti hanno escluso dalla scuola, non puoi più entrare nei negozi, ti hanno cucito un simbolo per differenziarti dagli altri e tutto questo perché sei ebrea.

Non riesco a credere che degli uomini armati hanno fatto irruzione nella vostra casa e vi hanno costretto a seguirli spintonandovi senza pietà e senza rispetto per bambini, donne e anziani.

Vi hanno caricato su camion ammassati gli uni sugli altri e dopo aver attraversato la tua città di Milano che in quel momento sembrava disabitata tutti si rintanavano nelle loro case per paura di vedere e forse di essere testimoni dell’orrore che si stava consumando.

I camion, diretti alla stazione centrale, hanno preso una strada secondaria e vi siete ritrovati ammassati tutti al di sotto di essa dove vi erano pronti dei vagoni completamente privi di finestre e con delle porte metalliche che sono state chiuse a piombo una volta riempito completamente di persone.

Tutto ciò avveniva lontano da sguardi forse perché ciò che veniva fatto era considerato disumano.

La perdita di valore dell’essere umano iniziava dai vagoni e diventava definitiva entrando nei campi di concentramento.

Qui l’uomo finiva per essere tale per diventare meno di una bestia.

Non riesco a continuare a descrivere tutto ciò che vi veniva inflitto perché non riesco a credere che un uomo riesca a fare tanto male ad un altro uomo.

Non riesco a credere che tu una ragazza come me, piena di vita e di sogni, abbia dovuto sopportare tutto ciò; vivere ogni giorno con la paura che sia l’ultimo.

Confrontare quello che oggi stiamo vivendo noi ragazzi con la pandemia scoppiata un anno fa mi sembra una mancanza di rispetto verso il tuo dolore ma anche noi stiamo attraversando un momento difficile della nostra vita.

La pandemia da Corona virus ci ha costretto a ridurre, se non proprio a eliminare, ogni tipo di rapporto con gli altri. L’ uso della mascherina, l’igienizzazione delle mani e il rispetto del distanziamento ha modificato il nostro stile di vita.

L’ affetto dei nostri cari e gli strumenti tecnologici, oggi a nostra disposizione, ci permettono di essere ottimisti e di sperare di ritornare al più presto alla nostra vita di sempre.

Questo triste periodo rimarrà nella nostra memoria e lo racconteremo ai nostri figli come racconteremo e mai dimenticheremo quello che tu hai provato e vissuto, mia cara Ruth.

A presto tua Maria.

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Cara Serena,

ti scrivo questa lettera per sentirti e salutarti, però ti voglio anche chiedere delle cose su un argomento un po’ delicato. Come ben sai oggi è il 27 gennaio ed è il giorno della memoria in onore delle 15 milioni di vittime morte nei campi di sterminio.

Ti volevo parlare un po’ per chiederti che sensazioni ha provato, quanta gente veniva trasportata sui treni, come morivano le persone, dove dormivano e come venivano ingannate.

Quando penso a cosa hai dovuto passare, mi sento quasi in colpa perché non so come hanno fatto persone come me, a uccidere senza motivo persone innocenti. So che venivano portati Ebrei, omosessuali, disabili, nomadi e Rom.

Questo evento oggi sappiamo tutti che si chiama Shoah ed è stato un vero e proprio genocidio.

In questo momento anch’io mi sento perseguitata, ma non da persone, da un batterio invisibile che sta facendo come i nazisti, uccide e fa male, c’è anche chi riesce a liberarsene se viene colpito, e chi è costretto a diventarne una vittima, senza aver fatto niente di male.

Nei campi di sterminio forse era diverso, perché venivano scelte le persone da far fuori, ritenute inferiori e inutili dal regime nazista di Hitler.

Con il Covid-19 invece, sembra che nessuno lo possa evitare, ma molta gente si salva fortunatamente.

A volte un po’ tutti ci sentiamo perseguitati, ma questi due eventi passeranno dalla storia e nessuno li potrà mai dimenticare.

PS. Aspetto una tua risposta. Saluti.

Sofia

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Caro Roberto

oggi come ben sai è il giorno della memoria, giorno in cui ricordiamo le vittime dell’olocausto sai non riesco a capire come alcune persone dicono sia stata tutta un’invenzione quando ci sono prove e testimonianze come la tua.

Sei veramente forte a riuscire a raccontare quello che hai vissuto,mi dispiace moltissimo che vi abbiano trattato così,non riesco a capire il motivo perché per come la penso io almeno siamo tutti uguali indipendentemente della nostra religione,coltura o colore della pelle immagina che noia essere tutti uguali in questo modo abbiamo imparato nuove cose e anche lingue. Ora però è finalmente tutto passato e io penso anche un’altra cosa i veri soldati o guerrieri siete stati voi che avete combattuto solo con il vostro corpo facendo vedere che siete più forti.

Volevo farti qualche domanda sull’argomento… il tatuaggio che vi avevano fatto per identificarvi si vede ancora? Quali lavori vi facevano fare? Se non hai voglia di rispondere lo capisco.

Anche io o meglio dire tutto il mondo sta vivendo un bruttissimo periodo perché è da ormai un anno che in circolazione c’è un virus che porta addirittura alla morte per evitarlo dobbiamo stare distanti l’un l’altro almeno 1 metro,indossare la mascherina e avere una corretta igiene. Questo per me penso sia il periodo più brutto della mia vita sento come se nulla andasse bene e il mondo c’è l’avesse con me, il virus mi ha tolto il calcio che è l’unica cosa che mi fa stare bene, poi forse sarà il periodo difficile ma ogni giorno litigo con le mie sorelle e i miei genitori.

Spero che questo periodo passi perché ci sta togliendo gli anni più belli della nostra vita. Ma tornando a te volevo anche dirti che oggi ho visto un film dedicato a voi dove parlava si un certo dottore Mengele che tanto dottore non era poiché quelli veri salvano la vita alle persone o per lo meno cercano di farlo,sono quelli che ogni giorno ai tempi di oggi stanno h24 con la mascherina e una tuta protettiva rischiando la vita per noi. Loro sono i veri dottori non Mengele che con una trappola avvicinava i bambini a loro e dopo gli uccideva facendo esperimenti su di loro. Sappi che non dimenticheremo mai quello che vi hanno fatto e vi ricorderemo ogni anno.

Ti voglio bene un bacio

Alessia

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Cara Sara,

mi faceva piacere scriverti proprio nel Giorno della Memoria, la data in cui vengono ricordate tutte le vittime dell’Olocausto, proprio perché tu hai vissuto questo brutto periodo, provando sulla tua pelle tutto ciò che l’ignoranza e la cattiveria umana è stata capace di creare.

Io, dell’Olocausto, penso di sapere le cose base, le poche informazioni fornite da libri e telegiornali.

Proprio per questo motivo ti chiedo di raccontarmi qualcosa in più, qualcosa di solito non si osa dire, o che si dà per scontato che tutti sappiano. So che nei campi di concentramento c’erano diversi luoghi: una specie di “ufficio”, dove in pochi secondi vi si privava dell’identità, i forni crematori, le camere a gas.

Poi so anche che venivate rasati, e che dormivate in delle baracche.

Tutto questo complesso di mostruosità fu ricoperto da del filo spinato.

A me questo giorno non è mai piaciuto, perché mi fa riflettere su quanto l’uomo è cattivo, mostruoso…ma mi fa talmente strano come può essere capace di far male ai suoi simili.

Quest’anno in particolare vorrei ricordare in questo giorno anche le vittime che il covid-19 ha procurato, anche se ciò che noi stiamo vivendo non è paragonabile a ciò che tu e altri milioni di persone hanno sopportato. Sai, questo periodo mi ha fatto riflettere tanto su piccole cose che noi davamo per scontato, ma che sono importanti. Ti mando tanti bacioni e aspetto con ansia una tua risposta…

Francesca

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Cara Ludovica,

oggi è una giornata triste per tutti, ma soprattutto per te, mia dolce amica.

Immagino l’inferno, in cui hai vissuto e da cui fortunatamente sei ritornata. Più volte ho ripercorso insieme a te, l’infinito orrore che ha segnato la tua vita da quando eri soltanto una bambina. Quando in classe, confinata nell’ultima fila, venivi derisa e umiliata dai tuoi compagni perché eri ebrea. Non dimenticherai mai quel giorno in cui all’alba, due gendarmi bussarono alla tua porta e, senza una spiegazione, costrinsero la tua famiglia a salire su un treno con la più atroce delle destinazioni: i campi di concentramento! Un soldato ti divise bruscamente da tua madre, ti rasò i capelli e ti appese al collo un numero, che da quel momento avrebbe sostituito il tuo nome. Le tue lacrime non servirono a nulla…il lager era la crudeltà, il male assoluto! Mi sono sempre chiesta come tu abbia fatto a sopravvivere in mezzo a tanto orrore e, soprattutto, come tu sia riuscita a tornare alla vita “normale”. Sei la mia Eroina!

Oggi stiamo scrivendo una pagina di vita che rimarrà per sempre nella storia: la lotta contro il Covid 19, un mostro che ha causato decine di migliaia di vittime in tutto il Mondo. Siamo costretti a vivere mantenendo le distanze, senza poterci abbracciare, ma sono certa, che non è paragonabile all’atrocità, fisica e morale, che hai vissuto tu.

Il giorno della memoria mi piace ricordarlo con una frase di Primo Levi “l’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria”. Ti voglio un mondo di bene. La tua Amica

Maria Vittoria

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Caro Primo Levi ,

Come stai? Spero che tu stia bene. So che questi per te sono giorni difficili perchè ti riportano alla mente dei ricordi dolorosi.

Proprio ieri i miei genitori mi hanno comprato un tuo libro in cui ci sono dieci tuoi racconti sui ricordi nei campi di sterminio. Trovo spaventoso quanto dolore hai vissuto, ma sopratutto mi colpisce la tua forza d'animo e la tua curiosità nel tentare di capire i motivi che hanno spinto “i signori del male”, come li hai definiti tu, a comportasi in questo modo.

Mi ha molto colpita il tuo racconto su Mertens, giovane, chimico italiano ed ebreo. Potenzialmente eravate due colleghi e di fatto lavoravate nella stessa fabbrica, solo che tu stavi dentro il filo spinato e lui fuori. Hai perfettamente ragione nel dire che Mertens, obbediendo agli ordini dei suoi superiori a dato un aiuto concreto al regime. E' incredibile che a Mertens non sia mai venuto in mente della sua complicità

Sei stato molto coraggioso a scrivergli. Concordo pienamente sul fatto che Hitler è salito al potere, ha devastato l'Europa ed ha condotto la Germania alla rovina è perchè molti buoni cittadini tedeschi si sono comportati come lui, cercando di non vedere e tacendo su quanto vedevano.

Il giorno della memoria è utile per non dimenticare, per far sì che questo orrore non si ripeta mai più. Anch'io nel mio piccolo sto vivendo un periodo “storico”.

Sono sicura che questa Pandemia che stiamo vivendo verrà studiata sui libri di storia tra qualche decennio. Si tratta di un virus che si è diffuso nel mondo intero, provocando oltre due milioni di morti e oltre duecento milioni di persone contagiate.

Il covid-19 è una malattia respiratoria acuta altamente contagiosa che si diffonde attraverso il contatto stretto con una persona malata.

Per fortuna possiamo fare qualcosa per ridurre il rischio di contagio, come lavarsi spesso le mani, disinfettarle, mantenere le distanze con le altre persone ed indossare le mascherine per evitare di essere contagiati dalle goccioline di saliva.

Ovviamente è poca cosa rispetto a quanto vissuto da te.

E' molto semplice aiutare il proprio Paese stando comodamente a casa, al calduccio, mangiare guardando Netflix!

Per me che sono bambina però è un periodo limitante e che mi priva della libertà a cui ero abituata.

Non vedo l'ora che questa emergenza sanitaria passi per poter tornare in palestra e poter rivedere i miei amici. Per fortuna ho una famiglia numerosa, per cui tutto sommato sto bene e non soffro la solitudine.

In attesa di periodi migliori ti abbraccio.

Un caro saluto e a presto,

Yara

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Caro nonno,

ti pensavo in questo giorno della memoria mi sono ricordato di quando mi raccontavi dei tuoi amici che hanno passato la terribile esperienza della Shoah.

Ti ricordi di quando mi hai raccontato di quel tuo amico insegnante che venne espulso dalla scuola perché era ebreo o di quando il papà di Giacomo fu costretto a lasciare la casa nel ghetto dove viveva perché le S.S. erano andate a prenderlo?

Mi raccontasti che la famiglia riuscì a prendere una strada diversa dove non c’era sorveglianza e si salvarono dalla deportazione, tornati a casa però trovarono il ghetto vuoto.

Avevano portato via tutti.

Mi dicevi che se eri ebreo ti mettevano sul vagone e andavi a finire nei campi e che arrivavi lì, al freddo e al gelo, in maniche di camicia.

tuoi occhi erano lucidi quando mi raccontavi delle persone che erano state catturate, imprigionate o deportate.

Venivano torturati e a volte fucilati.

Mi dicesti che a volte la notizie della deportazione veniva presa con gioia, poi c’era il viaggio in cui si sperava che qualcosa cambiasse ma non era così perché quel viaggio portava alla morte.

Quando mi raccontavi i dettagli dei forni crematori anche io avevo gli occhi pieni di lacrime perché non capivo come l’umanità potesse arrivare a bruciare un uomo solo perché era diverso dagli altri.

Nonno ma come doveva sentirsi un genitore ebreo con un bambino piccolo ad Auschwitz? sapere di dover vivere l’orrore e non poter far nulla, si poteva solo piangere

Nonno ma come doveva sentirsi un genitore ebreo con un bambino piccolo

Poi oggi noi ragazzini viviamo una situazione complicata perché siamo costretti a stare chiusi nelle nostre belle case calde, è vero che non possiamo vederci e giocare con i nostri amici ma possiamo parlare con loro grazie ad Internet; non possiamo andare a scuola ma abbiamo la didattica a distanza nonno, con la didattica a distanza i professori ci spiegano da dietro il monitor del computer.

Insomma, mi vergogno un po’ perché anche se è vero, e mi dispiace tanto, che tanta gente in tutto il mondo sia morta per questo virus, non possiamo proprio paragonare questo momento a quello che è successo in passato al popolo ebreo.

I tuoi racconti sono vivi nella mia mente e mi hanno fatto riflettere e capire quanto siamo fortunati ad essere liberi.

C’è tanta strada da fare ma se continuiamo a ricordare e a riflettere sul passato forse renderemo migliore il futuro.

Ciao nonno, grazie di tutto,

Francesco.

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Cara Anna,

come stai? Io bene, ti ho scritto per farti delle domande che riguardano le persecuzioni che hai vissuto, immagino come sarà stato brutto lasciare la tua casa.

Sei scappata o ti hanno catturato prima di scappare? Cosa hai portato con te? Sei mai stata dentro un campo di concentramento? Per quel poco che so sono dei posti bruttissimi circondati da un filo spinato dove si lavora e si muore.

E’ vero che dividevano gli uomini e le donne? Ho letto che nei campi morivate di fame e di freddo perché vi vestivano leggeri con degli stracci a righe che sembravano dei pigiama.

Per andarci hai usato un treno? Se è si è vero che non c’erano i sedili e che erano dei vagoni da bestiame? Vi chiamavano per nome o eravate solo numeri? Perché vi cucivano una stella sui vestiti? Avevi paura? Se sl posto tuo ci fossi stata io ne avrei avuta molta.

Hai mai nascosto qualcosa? Tipo una bambola o un diario come se fosse la cosa più preziosa.

Vi lasciavano qualche secondo per riposare o dovevate appena finito un lavoro iniziarne un altro

Comunque anch’io sto vivendo un periodo brutto, ma mai paragonabile al tuo.

In questo momento siamo perseguitati dal Coronavirus, un virus che si diffonde con la saliva e siamo stati imprigionati in casa per tre mesi.

Per evitare di prendere e spargere goccioline di saliva dobbiamo proteggerci con delle mascherine, quasi non si respira.

E’ molto difficile relazionarsi a scuola per via del distanziamento sociale cioè stare lontano dalle persone per al meno un metro.

Ci dobbiamo portare dietro sempre del disinfettante per le mani cosi appena tocchiamo una cosa basta metterne un po’ sulle mani e cosi siamo protetti.

Molti ragazzi per paura di prendersi il virus stanno a casa collegandosi in DID oppure perché non possono lasciare il proprio comune.

Insomma qui è tutto un caos, sia nel governo che in società.

Scrivimi presto!

Giorgia D’Attoma

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Ciao Mark,

vorrei chiederti di raccontarmi com’era nel 1941 nei campi di concentramento; vorrei sapere con quanta brutalità i nazisti trattavano le persone imprigionate e in che condizioni le tenevano. Le ammazzavano senza motivo e senza pietà? Perché?

Come ben sai anche il 2020 è stato un anno terribile.

Io non ho vissuto durante la seconda guerra mondiale, ma ho studiato e ho imparato a conoscere gli orrori di quegli anni, anche attraverso le testimonianze dei sopravvissuti.

Ti posso però raccontare cosa ho provato personalmente durante questo periodo di pandemia causata dal virus Covid 19.

All’inizio, il 10 marzo dell’anno scorso, lo Stato italiano, con un provvedimento, ha imposto un lockdown nazionale, ovvero la chiusura globale dello Stato, delle Regioni, delle città. Si poteva uscire da casa solo per fare la spesa, per il rifornimento alimentare, per motivi di salute o altre necessità.

Credo che quasi tutti gli studenti all’inizio erano contenti (ed anch’io) di non andare a scuola in presenza, ma di seguire le lezioni online, con la Didattica a Distanza (DAD).

Col passare del tempo noi ragazzi non riuscivamo più a stare in casa, senza avere contatti o poter svolgere qualsiasi attività. Ci sentivamo soffocare, come privati della libertà…ma era un sacrificio necessario!

Anche d’estate tutti dovevamo indossare le mascherine e stare ad un metro di distanza, anche dai parenti!

A settembre la scuola è finalmente ripresa con una certa normalità, ma sempre rispettando il distanziamento e l’uso delle mascherine,

Insomma, per me è stato un anno bruttissimo ed è tremendo pensare che ci sono stati (e continuano ad esserci) milioni di morti in tutto il mondo.

Al confronto, però, il periodo dal 1941 al 1947 è stato sicuramente più tragico del 2020, per la cattiveria dei nazisti, per il loro incomprensibile odio non solo verso gli Ebrei, ma anche verso gli altri “tipi di razza” e verso i disabili, un odio che ha calpestato i loro diritti, la loro dignità e il bene più prezioso che è la vita.

Un abbraccio

Simone

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Ciao Simo,

ho letto con molta attenzione la tua lettera… per fortuna quasi tutti i ragazzi della tua età oggi hanno un’opinione corretta, per quanto riguarda la Shoah e i nazisti.

Gli ebrei, e non solo, sono stati trattati come animali, il loro trasporto verso i Campi di Sterminio, avveniva in camion o treni a carbone; le persone erano ammucchiate l’una sull’altra e molti morivano schiacciati o calpestati.

Nei Campi di Concentramento vi erano numerose guardie, che senza alcun motivo fucilavano i deportati.

Tutto ciò è stato orribile e non trovo le parole per descrivere tanta crudeltà.

Sono stati uccisi ingiustamente 6 milioni di ebrei, milioni di persone di colore ed etnia differente e anche disabili. E’ stato un Inferno!

Ricordo quando sono stato separato dai miei genitori, che morirono dopo circa un mese.

Mia madre voleva ritornare da me, per riabbracciarmi a tutti i costi, ma una guardia la fucilò nel sonno.

Mio padre fu ucciso nelle docce con gas tossici e mortali.

Io mi salvai per miracolo, nascosto in un rifugio con i miei amici Jack e Rocky.

Ognuno di noi veniva marchiato con un numero, il mio era ed è 128741.

Questo numero è scritto in modo indelebile sulla mia pelle e nella mia mente, per ricordare chi sono stato e per non dimenticare.

Ti auguro il meglio,

Mark.

P.S. Spero di aver riposto a tutte le tue incertezze

Scrivimi quando vuoi, io sono sempre disponibile riguardo questo argomento

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Cara RIVKA,

Oggi è La giornata della memoria serve a ricordare tutte le persone innocenti morte nei campi di concentramento.

Mi chiedo come tu abbia fatto a sopravvivere a tanto orrore, quando io non riesco a superare le difficoltà che il covid-19 ha causato alla mia generazione, nonostante non siano nulla se paragonate alla tua esperienza. iviamo isolati per paura del contagio, i contatti con gli altri, anche con i parenti più stretti, sono virtuali. Mi mancano gli abbracci e gli amici, ma poi penso te che, oltre ad essere costretta a vivere nascosta, eri sempre spaventata dall’essere scoperta da un momento all'altro.

Non riesco neanche ad immaginare la tua paura quando ti hanno fatto salire su quel treno senza sapere dove ti stessero portando. Qui da me basta un semplice raffreddore o un colpo di tosse per farci preoccupare e ormai ossessionatamente disinfettiamo alle mani e gli oggetti che abbiamo intorno. Mentre tu sei stata costretta a vivere nello sporco in quel campo di concentramento in cui hai vissuto per mesi, per non parlare della fame che hai sofferto.

Raccontami, ti prego, nella tua prossima lettera, della gioia che hai provato il giorno in cui ti hanno liberata da quel brutto posto. Spero anch’io di provarla quando finalmente potrò uscire di casa senza mascherina e quando arriverà quel giorno vorrei tanto abbracciarti perchè la tua difficile vita ha dato in me la consapevolezza di essere fortunata nonostante tutto e hai insegnato al mondo intero di non commettere più questi orrori (o almeno lo spero).

Un abbraccio per adesso virtuale.

La tua amica SABRINA

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Cara Alessia,

oggi come tu sai è il giorno della memoria,immagino tutto quello che hai passato,la divisione dai tuoi genitori,da quello che sento dove raccontano lo sterminio degli ebrei,è tutto davvero bruttissimo,tu sei stata fortunata però,ce l’hai fatta,dopo tantissimi sforzi ,senza mangiare,dove lavoravi sempre e dove tutti facevano una brutta fine,quando non avevano nessuna colpa.

Mi dispiace tantissimo per quello che è successo,ma so che sarai più forte e vivrai benissimo.

Prima di concludere vorrei farti delle domande,sperando che tu mi risponda,

che tipo di lavoro ti facevano fare?quali sensazioni provavi?che tipo di cibo ti davano da mangiare?vorrei farti tante altre domande ma ci metterei una vita.

Cara Alessia,oggi è anche la tua giornata,dopo tanta fatica ce l’hai fatta a sopravvivere.

Ora però vorrei raccontarti un periodo difficile che noi stiamo vivendo;che però non è paragonabile a quello che hai vissuto tu.

Noi già dai primi di Febbraio siamo circondati da un virus invisibile che ha ucciso tante persone ,ma soprattutto colpisce gli anziani.

È nato in Cina,ma si è diffuso in tutto il mondo.

In questo periodo stanno facendo i primi vaccini,spero che questo virus finisca al più presto.

Cara Alessia,a presto,da una tua carissima amica.

P.S. non ti scordare di rispondere alle mie domande

MARINELLA SPAGNA

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Cara Sharon,

oggi vorrei che mi dessi più informazioni su alcune cose della shoah. Ma è vero tutto che dicono? Oppure è stato peggio? A cosa serviva rasarvi? Cosa vi dava il coraggio per superare tutto ciò? I soldati erano tutti cattivi? Erano molti i bambini usati come cavie per esperimenti? Secondo te, cosa avrebbe potuto fare la gente per evitare tutto questo?

Comunque anche noi stiamo vivendo un momento tragico, ma niente paragonabile a quello che avete vissuto voi: c’è una Pandemia; è causata da un virus invisibile: il Covid 19. Forse si è trovato il vaccino, ma una cosa è sicura, ci sono stati molti morti non paragonabili a quelli che ci sono stati allora.

A presto.

Marta

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Cara Anna,

sai quanto è brutto per me parlare di ciò che ti è successo perché mi vengono i brividi solo a pensarci.

A scuola ci hanno spiegato molte cose di quel periodo , io non posso capire cosa provavi , ma ci ho provato ed è stato orribile .

E’ stata una cosa molto ingiusta e insensata.

So che i soldati vi hanno presi , catturati e trasportati attraverso dei treni come animali.

Eravate convinti che vi stessero portando , finalmente , in un luogo per voi ma non era così.

So anche che hanno separato le famiglie ed è per questo che non mi piace parlare di questo argomento , mi metto automaticamente nei vostri panni e mi fa male solo il pensiero.

Qualcuno della tua famiglia è riuscito a salvarsi?

So che quando sei arrivata ti hanno tolto gli oggetti personali , rasato i tuoi bellissimi capelli e tatuato un numero sul braccio . Quel numero sarebbe diventato la tua identità.

Raccontami , se ti va , le cose che ti ho chiesto.

Ora ti spiego cosa sta succedendo da noi : a Gennaio del 2020 si è sentito parlare di un nuovo virus , il Coronavirus ; chiamato COVID 19.

C’ erano pochi casi quindi nessuno ci faceva caso.

Essi aumentarono e ci obbligarono a mettere la mascherina e ad uscire solo se è necessario.

Purtroppo ancora oggi siamo obbligati a rispettare queste regole.

Dovevamo stare a un metro di distanza.

Verso Marzo le scuole furono chiuse a causa dei troppi casi.

Io ero felicissima , ma i giorni si prolungavano sempre di più.

Era iniziata cosi’ anche la D.A.D. cioè la ‘’Didattica A Distanza’’; dovevamo seguire le lezioni da un computer con vari problemi di connessione.

Passarono molti mesi e ormai la felicità si trasformò in tristezza, quasi depressione.

Mi mancavano i miei amici, parenti e soprattutto i miei cugini.

Con la mascherina , ormai , riuscivo a nascondere la mia tristezza.

Non ce la facevo più , a Maggio iniziammo a fare piccole uscite solo per respirare un po'.

La mascherina per me era una cosa nuova . La adoravo e la indossavo sempre.

Ora vorrei che tutte sparissero , sono insopportabili.

A Giugno ci facevano uscire e durante l’ Estate nessuno rispettava le regole . Sembrava che tutto fosse finito.

Finita l’ Estate aumentarono i casi e tornarono le regole.

Ora la D.A.D. è facoltativa e io ovviamente ho scelto la presenza.

Non ce la faccio più ; è uscito da poco il vaccino , ma i casi sembrano sempre gli stessi.

Il governo sta usando l’ Italia come un giocattolo ; sporcandola di Giallo , Arancione e Rosso.

Questi tre colori indicano le regole da rispettare . Cambiano su ogni regione.

Ti voglio bene Anna.

NON VI DIMENTICHEREMO MAI.

BEATRICE SANTESE

 

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Cara Shana,

ho saputo che sei appena tornata dal campo, immagino tutti gli orrori che tu…e la tua famiglia avete passato.

La situazione qui da noi non è molto diversa dalla tua, le persone muoiono per il virus, non ci sono quasi più posti liberi negli ospedali e non tutti credono dell’esistenza di questo virus (Covid-19).

Tu come stai passando queste giornate? Io le passo facendo le videolezioni, che sono delle lezioni a distanza; studiando e uscendo qualche volta con i miei amici.

Se ti potessi incontrare, ti darei un abbraccio forte forte.

Perché tu sei una ragazza molto forte e gentile con gli altri.

Quelli che ti hanno fatto tutto questo sono solo dei nazisti che non hanno pietà per nessuno e che meritano le pene peggiori.

A dopo.

Tua Caterina

P.S.: ti voglio bene

 

Galatina, 27 Gennaio 2021

Ciao Mati,

so quello che stai passando, è un momento molto difficile e non posso neanche immaginare il dolore che provi, e riguardo a questo mi dispiace molto.

Spero che tu riesca prima o poi a trovare un posto sicuro dai nazisti. Purtroppo anche qui la situazione non è molto bella; il corona virus sta uccidendo migliaia e migliaia di persone ogni giorno.

Per fortuna, gli scienziati più bravi del modo, hanno trovato un vaccino. Nonostante questo tutte le persone devono indossare una mascherina quando escono di casa, in modo tale da coprire naso e bocca; facendo questo, possiamo proteggerci dal virus. Dobbiamo anche rispettare il distanziamento sociale, per la nostra sicurezza, e lavarci spesso le mani. Questa cosa va avanti da ormai un anno, e spero che entro la fine del 2021 questo incubo sia finito.

Un bacione

da Angela

 
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