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Conclusa la settimana della legalità con una serie di attività tese alla sensibilizzazione e prevenzione del bullismo e cyberbullismo (IL SEDILE.IT)

Si è conclusa sabato 24 febbraio u.s. la settimana della Legalità presso l’Istituto Comprensivo Polo 1 di Galatina. Il percorso didattico fortemente voluto dalla Dirigente Scolastica, Anna Antonica, ha interessato tutti e tre gli ordini di scuola con una serie di attività di sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno del bullismo e cyberbullismo.

Il nostro Istituto – ha dichiarato la Dirigente – accoglie oltre mille alunni dai tre a tredici anni e non può esimersi dall’affrontare il tema della Legalità, ma perché l’azione sia più efficace è opportuno che sia commisurata all’età degli interlocutori”.

Nella scuola dell’infanzia, pertanto, si sono messe in scena significative drammatizzazioni, nella scuola primaria il tema è stato trattato analizzando l’importanza di dotarsi delle regole in ogni contesto a tutela dei diritti di tutti ed affrontando i vari aspetti del cyberbullismo mentre nella scuola secondaria l’attività interdisciplinare correlata al progetto “Generazioni connesse” è culminata con un interessantissimo convegno promosso dalla Polizia di Stato alla presenza di autorità civili e militari. Gli illustri ospiti hanno affrontato il tema del bullismo e cyberbullismo in tutti gli aspetti.

L’avvocato penalista, Francesco Stomaci, ha illustrato i principali articoli del codice che più frequentemente gli adolescenti infrangono e per i quali sono perseguiti. Ha saputo spiegare, con un linguaggio semplice ma incisivo, quando si configura un reato e quali le pene ad esso correlate in caso di denigrazione, diffamazione, molestie, atti persecutori. Quando il ragazzo è perseguibile e quando, invece, per lui comincia un percorso riabilitativo.

E’ seguito l’intervento dell’Ispettore Capo della Polizia Postale, Dott.ssa Lucia Barbetta, che ha messo in guardia i ragazzi da atteggiamenti superficiali molto spesso legati all’incapacità di molti adolescenti a rispettare le regole. Un atteggiamento più educato e civile eviterebbe molti dei problemi connessi all’uso, sempre più precoce, di apparecchiature informatiche.

L’anonimato della Rete amplifica, spesso, atteggiamenti persecutori ai danni dei più deboli, basterebbe, quindi, riflettere ed immedesimarsi in chi riceve le offese. I ragazzi, comunque non devono mai sentirsi soli di fronte al problema, è importante parlare con gli adulti e denunciare a chi di competenza, questo, in estrema sintesi, l’invito dell’Assistente Capo della Polizia, Fabio Saladino, che ha anche sollecitato gli studenti ad imparare la definizione di Bullismo per meglio riconoscersi vittime o autori.

Molto coinvolgente anche l’intervento dell’avv. Marta Rossetti, che ha rappresentato alcuni episodi accaduti di recente in provincia e che sono stati perseguiti. Ha socializzato i principi della Netiquette informatica, dei rischi connessi ai “like”, ha parlato di Haters, e di stolking.

Ultimo intervento del convegno, come punta di diamante, quello di don Antonio Coluccia, giovane sacerdote originario di Specchia e apertamente schierato contro la mafia. Ha sottolineato, con il carisma che gli è proprio, la similitudine fra il bullo ed il mafioso, la violenza ed il sopruso come armi di entrambi, la solitudine e l’emarginazione come bachground familiare.

Di fronte al fenomeno occorre prevenire più che reprimere, attivare nella scuola, fondamentale agenzia educativa, percorsi in grado di creare cittadini consapevoli e pensanti, autonomi e capaci, in una parola Liberi, liberi dall’omertà e dalla paura, liberi dalla connivenza e dalla delinquenza.

Nell’aula magna dell’Istituto sono risuonate le parole con le quali ha esortato tutti i presenti a bandire il disfattismo, a non ascoltare i profeti di sventura e sentirsi parte integrante di uno Stato, libero, democratico e giusto che bisogna costruire giorno per giorno con il contributo di tutti, nessuno si senta escluso.
Al termine la Dirigente ha ringraziato il moderatore, dott. Gianfranco Tundo, l’assessore dott.ssa Cristina Dettù, il Sindaco Marcello Amante, il Procuratore di Brindisi, dott. De Donno, il Comandante della locale stazione dei Carabinieri, dott. Bono.

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