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“Sulle note della vita”, lo spettacolo dei ragazzi del Polo 1 nella "Giornata della Memoria"

 Si è tenuto martedì 28 gennaio, presso l’IISS “Laporta- Falcone Borsellino” in viale Don Bosco a Galatina, alla presenza delle autorità cittadine: il Sindaco Marcello Amante, la vicesindaco Maria Rosaria Giaccari, l’assessore all’istruzione, Cristina Dettù, lo spettacolo “Sulle note della vita”.

Il discorso della dirigente Anna Antonica ha evidenziato l’importanza del coinvolgimento dei ragazzi nella riflessione sulle tematiche dell’odio tra pari che si evita studiando la storia. Onorare la “Giornata della Memoria” con la testimonianza della rappresentazione tratta da ”Il violino di Auschwitz” di Maria Angela Anglada è particolarmente significativo quest’anno considerato che alcune classi del Polo 1 hanno assistito alla votazione della Mozione Segre nell’aula del Senato il 30 ottobre scorso e dedicato alla senatrice parte del percorso sulla Shoah con la lettura della sua opera “Fino a quando la mia stella brillerà”.


Ha aperto lo spettacolo 'Se questo è un uomo', magistralmente recitato dai ragazzi. Portare in scena l’immagine della sofferenza umana che conduce allo straniamento, della sensazione devastante provocata dalla perdita della dignità, insieme all’esercizio di una forza interiore che si materializza negli sguardi, nei brevi discorsi e nella musica ha toccato profondamente noi spettatori. La tristezza dei contenuti sottolineata dalla musica struggente ha assunto nella coralità della rappresentazione un significato solenne di un passaggio di testimone: da noi adulti alle future generazioni. Attraverso la finzione scenica si sperimenta in nome della solidarietà il dolore umano più bieco, per non ripeterlo: l’odio tra esseri umani.
La sentita partecipazione dei genitori e degli insegnanti ha riunito la scuola in nome della lotta contro l’odio in tutte le sue forme. Nel resoconto stenografico della seduta in Senato è scritto a chiare lettere che non esiste ancora una definizione normativa di hate speech, tuttavia nei documenti del Consiglio d’Europa esso appare come incitamento o giustificazione dell’odio razziale, xenofobia, antisemitismo, antislamismo, antigitanismo, discriminazione verso minoranze e immigrati sorrette da etnocentrismo o nazionalismo aggressivo.


Riflettendo sul nostro vissuto quotidiano, durante le ore scolastiche e in famiglia chiediamoci se siamo capaci di gestire i conflitti, se il nostro strumento è il dialogo, se la finalità è l’equilibrio e la maturità. Oppure no. Perché è questo che dobbiamo insegnare. Per non dimenticare.


Con l’assessore Dettù ci chiedevamo quali fossero, in quel momento, i pensieri dei ragazzi di quinta che sfilavano in mezzo al pubblico con le borse e le valigie, i cappotti trasandati, i berretti, l’immancabile camicia a righe, ma soprattutto l’espressione di autentica tristezza sui loro piccoli volti. Un sentito grazie va alla dirigente Anna Antonica che ha fortemente voluto il progetto teatrale e alle prof.sse Costanza Luceri, Maria Teresa Dell’Anna, Federica De Vittorio e i docenti di strumento Graziano Caiuli (chitarra) e Gianfranco Schirinzi (violino).

Galatina.it

 

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